“Su un sito inglese scopro qual è la migliore musica del 2008. Si citano The Melvins, Juana Molina, My Bloody Valentine, Portishead, The Roots e Marnie Stern. Il pop è una macedonia terrificante: si deve vedere cosa c’è dietro le carte […].
Il “sistema pop”, era basato su alcune fondamenta: il culto delle rock star; il mito della natura come Eden e della società come nemica; l’associazione musica e ribellismo. Ciò spiega perché i radical chic sono infarciti di tutti gli ismi possibili, pur predicandosi “antisistema”. Il pop è la coscienza felice del radical chic avanti con gli anni. E’ l’illusione romantica del ventenne. E’ uno spinello culturale per il teenager […].